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Manifesto Politico Vesuvio Pride 2025. Il Rumore di chi non ha Voce


Il tema scelto per il Vesuvio Pride 2025 si ispira a una delle canzoni più visceralmente amate dal popolo napoletano: “‘A Rumba de Scugnizze”. Un capolavoro nato dal genio stabiese di Raffaele Viviani, un concentrato onomatopeico di suoni, mestieri e vita quotidiana alle falde del Vesuvio. Quella “rumba” è rumore, è ammuina, è la voce potente di chi voce non ne ha. La nostra rumba è per l’intera cittadinanza, un frastuono di orgoglio che si leva per difendere le sue parti più vulnerabili, fragili e colpite. La “rumba”, canto di Resistenza di una Città, Castellammare di Stabia, Medaglia d’Oro al Merito Civile per la lotta partigiana di liberazione dal nazifascismo.

Il 20 settembre torna il Vesuvio Pride, e per la sua sesta edizione, dopo aver attraversato Pompei, Sorrento, Torre Annunziata, Scafati e Torre del Greco, approda a Castellammare di Stabia. Non una scelta casuale, ma un omaggio alla città di due giganti della cultura partenopea ed europea: Raffaele Viviani, che ha dato voce agli “scugnizzi” e al popolo napoletano, raccontandone la fame di vita e di giustizia; e Annibale Ruccello, drammaturgo rivoluzionario che ha saputo esplorare le inquietudini, le identità nascoste e le marginalità con un linguaggio crudo, poetico e potentemente innovativo. Entrambi, a loro modo, hanno lottato contro l’invisibilità, proprio come fa il Pride.

Il Vesuvio Pride è promosso dall’Associazione Pride Vesuvio in una rete ampia e coesa di associazioni locali e regionali LGBTQIA+, con il fondamentale sostegno di molte istituzioni, a partire dal Comune di Castellammare di Stabia, fiero di ospitare il suo primo, storico Pride.

Il Pride è un’esplosione di visibilità e orgoglio, di gioia ed energia. Ma è, soprattutto, uno spazio politico imprescindibile: un momento per rivendicare i nostri diritti, fare un bilancio della situazione nel nostro Paese, e tracciare la rotta per realizzare gli obiettivi di piena uguaglianza che ci prefiggiamo come comunità.

Scendiamo in piazza in un’Italia che, nel 2025, inserita in un contesto internazionale sempre più lontano dalla pace, manifesta forme allarmanti di queerfobia, omofobia, transfobia, lesbofobia, bifobia e misoginia, sia a livello sociale che istituzionale. Denunciamo l’operato di un Governo che lavora a pieno regime per smantellare i principi cardine della nostra Costituzione, mettendo in discussione i fondamenti della Democrazia: l’uguaglianza, la libertà e l’autodeterminazione. Assistiamo con preoccupazione ai segnali di un ritorno a logiche da “Stato di polizia“, con dinamiche volte a silenziare il dissenso, che convergono nel preoccupante percorso del DDL Sicurezza, un provvedimento che contestiamo con assoluta fermezza.

I campanelli d’allarme sono sotto gli occhi di tutti. Le persone trans* e non binarie subiscono azioni persecutorie, vedendosi negati diritti costituzionali e costrettə a percorsi di patologizzazione umilianti, senza alcuna garanzia di accesso alla salute e a spazi sicuri a scuola, al lavoro, nello sport. La genitorialità per le persone LGBTQIA+ è sotto un attacco costante, culminato con la “legge Varchi”, che ha introdotto l’aberrante reato universale di GPA, ennesimo atto di violenza simbolica e giuridica contro le nostre famiglie.

Sotto attacco, del resto, è tutto ciò che non si piega al sistema cis-eteropatriarcale: un sistema che trova ancora attenuanti per i femminicidi e che mina la libertà delle donne, come dimostra l’attacco permanente alla Legge 194, portato avanti con l’infiltrazione di associazioni antiabortiste nei consultori. Questo attacco si muove anche su un terreno culturale, promuovendo un linguaggio d’odio, politiche razziste nei confronti di migranti e richiedenti asilo, e subendo le continue ingerenze di uno Stato Vaticano che, anche con il suo nuovo Pontefice, non ha perso occasione per esprimere pensieri discriminatori.

Per questo, la nostra data non è casuale. Scenderemo in piazza il 20 settembre, anniversario della Breccia di Porta Pia. Una data che simboleggia la fine del potere temporale dei Papi e la nascita di un’Italia laica. Oggi, quella breccia va difesa di nuovo, per riaffermare con forza la laicità delle istituzioni democratiche come unica garanzia di libertà per tuttə.

Come Vesuvio Pride vogliamo:

  • Difendere gli spazi di partecipazione democratica.
  • Tutelare il diritto alla genitorialità, alla salute e all’autodeterminazione.
  • Promuovere una cultura libera e informata sulla medicina di genere e sulla lotta allo stigma verso le persone che vivono con HIV.
  • Ottenere strumenti legislativi e culturali che condannino le terapie di conversione, i crimini d’odio e il bullismo.
  • Costruire, partendo dalle scuole e dalle famiglie, una cultura laica, libera da stereotipi e ruoli di genere, in un Paese che superi ogni forma di discriminazione e disparità.

Vogliamo questo e molto altro. Per questo scenderemo in piazza: con la gioia e l’orgoglio di chi esiste, con l’energia e la determinazione di chi lotta. Lo faremo insieme a tutta la cittadinanza, perché il Pride è un momento di impegno civico, una chiamata al rispetto e all’esercizio della libertà, per difendere quel diritto alla felicità teorizzato da un grande pensatore del nostro Sud, Gaetano Filangieri.

Il Vesuvio Pride, come ogni Pride da Stonewall in poi, è una manifestazione pacifica e nonviolenta, aperta e nel rispetto di tuttə. Per questo, il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno alla popolazione civile di Gaza, al popolo ucraino e a ogni popolo che, a causa delle scelte scellerate dei potenti, subisce le atrocità della guerra. La nostra solidarietà è per chi vive nella paura e lotta per la Pace.

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