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Sabato 5 settembre a Portici la settima edizione del Vesuvio Pride. Il popolo arcobaleno sfida Vannacci e Valditara


Il presidente Danilo Beniamino Di Leo: “Vannacci e Valditara scendete in piazza per vedere quanto la realtà sia più avanti della politica, dei pregiudizi e dell’odio”

L’Onda Pride arriva a Portici, nella città dove è nata la prima linea ferroviaria costruita nella penisola italiana nel 1839. Il claim dell’edizione del 2026 non a caso è “Diritti come un treno” perché da una parte vuole rivendicare una pagina di storia e dall’altra rappresentare un monito per il futuro. «Mentre l’Olanda festeggia i 25 anni dall’approvazione della legge sul matrimonio egualitario – spiega il presidente dell’associazione Pride Vesuvio, Danilo Beniamino Di Leo – in Italia siamo ancora fermi alle unioni civili, mentre c’è chi mette in discussione l’esistenza del “patriarcato mediterraneo”, nonostante un agosto funestato da un numero impressionante di femminicidi, in un Paese che chiede il consenso informato preventivo per l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole. Vannacci e Valditara vi sfidiamo: perché non scendete in piazza con noi a vedere quanto la realtà sia più avanti della politica, dei pregiudizi e dell’odio?».

La parata e il programma dell’evento

Dopo una settimana intensa di eventi culturali, sportivi e ricreativi, con la Vesuvio Pride Week, la parata arcobaleno vesuviana – giunta alla settima edizione – sfilerà portando una ventata di diritti per le strade di Portici sabato 5 settembre e sarà dedicata alla memoria dell’attivista Ciro Ciretta Cascina, scomparso il 12 giugno a Torre Annunziata. La madrina dell’evento è Imma Battaglia, che sarà presente insieme alla compagna Eva Grimaldi, mentre gli ospiti d’onore dello star show sono il duo delle Ebbanesis e il gruppo Ars Nova Napoli. L’appuntamento è previsto alle ore 16.00 dalla spiaggia “Cirotto”- Parco a Mare, con partenza alle 17.00. Il tragitto includerà corso Garibaldi, piazza San Ciro e corso Umberto, al termine del percorso, dalle 19:30/20:00 circa, ci saranno gli interventi politici e il gran finale con lo Star Show del Vesuvio Pride 2026 con la direzione artistica di Susy Mennella. Grande partecipazione istituzionale con il patrocinio della Regione Campania, dell’ANCI Campania, della Città Metropolitana di Napoli e di circa 20 comuni, oltre ovviamente al grande sostegno e supporto del Comune di Portici. Una riconfermate, dunque, straordinaria adesione delle istituzioni locali e regionali. Tanti gli ospiti dell’evento e i supporti, istituzionali, associativi e imprenditoriali.


Percorso Vesuvio Pride di Portici 2026


Programma dello Star Show del Vesuvio Pride 2026

La voce di Ciretta

Il Pride di Portici del 5 settembre è dedicato al ricordo di Ciro Ciretta Cascina. Attore, poeta e attivista, ha raccontato la tradizione orale dei femminielli, fondando, tra le altre cose, nel 2009 l’AFAN (Associazione Femminelle Antiche Napoletane). Negli anni Settanta inizia a esibirsi nei primi locali gay napoletani e nelle piazze e nei teatri di tutta italia, portando sul palco il folclore e l’arte popolare, unito all’impegno politico che saranno i motivi ricorrenti del suo repertorio artistico e umano. Nel 2025 ha prestato la voce per lo spot del Vesuvio Pride di  Castellammare di Stabia raccontando in un audio la sua personale parafrasi della canzone “Bammenella” di Raffaele Viviani, un brano portato al successo dalla cantante Angela Luce. Nel 2018 è stato protagonista del promo “Remove the Frame” del primo Vesuvio Pride, ovvero il Pompei Pride 2018, girato presso il Parco Archeologico di Pompei.

Lo spot

La femminella non ha modo di scomparire e di essere annientata: bisognerebbe prima distruggere Partenope”. Su queste parole dell’attivista Ciro Ciretta Cascina, tratte dal documentario “Femmenell” di Andrea Fortis (2024) e accompagnate dalla canzone cult di Cher Believe” (1998), nasce lo spot della settima edizione del Vesuvio Pride. Il video, realizzato da Francesca Saccenti, è scandito da alcune frasi del poeta e attore, nato a Portici. Un viaggio che parte dalla voce fuori campo di Ciretta per raccontare attraverso un montaggio alternato un breve pezzo di storia della comunità queer: da “Il mago di Oz” di Victor Fleming (1939) a “Jules e Jim” (1962) di François Truffaut, dalle immagini dei precedenti Pride vesuviani fino alle fotografie dei moti di Stonewall, che hanno segnato a New York l’inizio del movimento lgbtqia+ nella notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969. “Lasci una traccia dove il sentiero viene tracciato e chi viene dopo non si deve insanguinare arrampicandosi sulle pareti rocciose. Perché altra gente c’è passata. Deve essere la semina che deve andare avanti, poi quello che cresce cresce”, perché come recita il claim del 2026 bisogna andare “diritti come un treno”.

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